Come considera la situazione attuale in merito alla protezione dei dati, in generale, e in particolare nel sistema scolastico?

Si potrebbe pensare che la protezione dei dati non abbia alcun ruolo in questa situazione straordinaria. Pertanto, è evidente che il modo in cui vengono trattati i dati cambia fortemente con il telelavoro e l’insegnamento a distanza se in precedenza non si è attuata una preparazione accurata. I computer privati, che di regola non dispongono di un livello di sicurezza elevato, e le nuove applicazioni per il lavoro collaborativo, che sono poco trasparenti per quanto concerne l’utilizzo e la sicurezza dei dati, fanno in modo che numerosi utenti si muovono in un ambiente digitale che presenta numerose porte aperte per i cybercriminali. Un software ricattatorio («ransomware») su un computer privato o l’uso improprio di dati sensibili possono paralizzare rapidamente tutto il funzionamento di una scuola o esporre involontariamente le persone colpite. Gli uffici pubblici e le scuole si trovano nel bel mezzo di uno sconvolgimento digitale. Questa situazione straordinaria li obbliga ad introdurre da subito delle applicazioni e a dare la priorità a misure che prevedano anche la protezione e la sicurezza dei dati.

Quali sono concretamente gli elementi che devono prendere in considerazioni le istituzioni educative in materia di protezione dei dati quando passano all’insegnamento a distanza?

La maggior parte delle scuole deve ancora predisporre un’infrastruttura per un insegnamento a distanza. Non c’è tempo a sufficienza per la creazione di grandi concetti. È perciò prioritario selezionare delle applicazioni che garantiscano fondamentalmente la protezione dei dati e un’adeguata sicurezza dei dati. Fortunatamente, privatim, la Conferenza degli incaricati svizzeri per la protezione dei dati, ha negoziato, nel corso degli ultimi due anni, le condizioni contrattuali con i tre principali fornitori, Apple, Microsoft e Google, in merito alla protezione dei dati per quanto riguarda l’uso dei loro prodotti nell’educazione. È quanto è stato fatto anche da educa.ch con i contratti quadro (francese). I prodotti, al momento della loro introduzione, devono essere adattati al fine di garantire la protezione e la sicurezza dei dati. Ciò può essere centralizzato dal responsabile dell’informatica della scuola. Ritengo importante anche che l’infrastruttura per l’insegnamento a distanza sia separata dall’amministrazione della scuola poiché in quest’ultimo ambito emergono altre esigenze e i dati sensibili sono trattati più frequentemente.

Cosa state facendo per aiutare le istituzioni scolastiche a rispettare la protezione dei dati?

Oltre a quanto è stato menzionato, vi sono numerosi prodotti che possono essere utilizzati per l’insegnamento a distanza. educa.ch svolge un importante lavoro di valutazione e di selezione dei prodotti. Mi fa piacere che educa.ch collabori con gli incaricati per la protezione dei dati. Noi valutiamo i prodotti che ci vengono sottoposti secondo i criteri giuridici sulla protezione dei dati e della sicurezza. Molti prodotti utilizzati erano già conformi secondo i criteri della protezione dei dati prima della crisi attuale del Corona. Diventa più difficile con altri prodotti, in particolare quelli di fornitori mondiali, che non rispondono alle esigenze in materia di protezione dei dati. Esaminiamo questi prodotti per verificare se potrebbero essere presi in considerazione per un uso limitato durante la crisi. L’uso di questi prodotti dovrà in seguito essere valutato in un quadro d’analisi dei rischi secondo i criteri della legge sulla protezione dei dati. Anche in questo caso offriamo il nostro supporto.

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