Per sviluppare la mia lezione di disegno tecnico
di Cecilia Beti
Oggi per sviluppare la mia lezione di disegno tecnico ho pensato di utilizzare i computer portatili che abbiamo in dotazione a scuola. Al momento di entrare in classe, ragazze e ragazzi notano subito la novità: i sette computer sui banchi.
Reazioni diverse
Le reazioni sono però molto diverse. Le due ragazze si siedono ai tavoli senza computer, mentre i dodici ragazzi occupano le postazioni e discutono su chi deve prendere il comando. Cerco di calmare il vociferare e comincio a dare spiegazioni sul contenuto della lezione. I ragazzi fanno fatica ad ascoltare, hanno già accesso il PC, ma non riescono ad accedere non avendo ancora la password. Spiego loro che tipo di attività dovranno svolgere a coppie. Invito le ragazze a trovare un compagno per lo svolgimento della consegna.
Differenze di approccio
Osservando la classe, noto delle differenze di approccio agli esercizi. Le coppie composte da soli ragazzi benché siano molto attive litigano su chi deve essere alla tastiera, e si lasciano distrarre da informazioni non inerenti gli esercizi. Nelle coppie miste, invece, il ragazzo utilizza il PC e la ragazza da indicazioni per risolvere gli esercizi. Spiego che è importante che tutti utilizzino il PC, sia per navigare sulle piattaforme che per creare il documento che dovranno consegnarmi. Le ragazze non obiettano alle mie osservazioni, ma comunque non si avvicinano al computer; intimorite, lasciano lavorare il compagno. Le invito alla tastiera, ma loro dicono che a loro va bene così.
Modi diversi di avvicinarsi alle ICT
Nella seconda parte della lezione, formo nuovi gruppi, ora le ragazze lavorano assieme. Altra consegna. La dinamica cambia, le ragazze si alternano alla tastiera. Mi avvicino e chiedo loro di dirmi cos'è cambiato rispetto a prima, entrambe mi dicono che i ragazzi sono più bravi e perciò li lasciano lavorare se sono in gruppo con loro. Spiego loro che non è una questione di essere più bravi o meno ma che vi sono diversi modi di avvicinarsi alle ICT. Loro fanno amicizie in chat, hanno un lettore MP3 sul quale caricano le canzoni preferite, un cellulare pieno di foto che scaricano e inviano alle amiche, anche questi sono strumenti delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione. Mi rispondono che è diverso, che non è la stessa cosa!
Conclusioni
Partendo da questa esperienza, ho deciso di sviluppare altre lezioni utilizzando le nuove tecnologie prestando particolare attenzione alle modalità di lavoro di gruppo e inserendo anche dei temi molto vicini agli interessi delle due ragazze. L'obiettivo è quello di abituare le ragazze a utilizzare questi strumenti con maggiore sicurezza e fiducia nelle proprie capacità.
L'autrice
Cecilia Beti e Ing. civile, docente presso la Scuola Professionale Artigianale e Industriale e di Trevano.
Reazioni diverse
Le reazioni sono però molto diverse. Le due ragazze si siedono ai tavoli senza computer, mentre i dodici ragazzi occupano le postazioni e discutono su chi deve prendere il comando. Cerco di calmare il vociferare e comincio a dare spiegazioni sul contenuto della lezione. I ragazzi fanno fatica ad ascoltare, hanno già accesso il PC, ma non riescono ad accedere non avendo ancora la password. Spiego loro che tipo di attività dovranno svolgere a coppie. Invito le ragazze a trovare un compagno per lo svolgimento della consegna.
Differenze di approccio
Osservando la classe, noto delle differenze di approccio agli esercizi. Le coppie composte da soli ragazzi benché siano molto attive litigano su chi deve essere alla tastiera, e si lasciano distrarre da informazioni non inerenti gli esercizi. Nelle coppie miste, invece, il ragazzo utilizza il PC e la ragazza da indicazioni per risolvere gli esercizi. Spiego che è importante che tutti utilizzino il PC, sia per navigare sulle piattaforme che per creare il documento che dovranno consegnarmi. Le ragazze non obiettano alle mie osservazioni, ma comunque non si avvicinano al computer; intimorite, lasciano lavorare il compagno. Le invito alla tastiera, ma loro dicono che a loro va bene così.
Modi diversi di avvicinarsi alle ICT
Nella seconda parte della lezione, formo nuovi gruppi, ora le ragazze lavorano assieme. Altra consegna. La dinamica cambia, le ragazze si alternano alla tastiera. Mi avvicino e chiedo loro di dirmi cos'è cambiato rispetto a prima, entrambe mi dicono che i ragazzi sono più bravi e perciò li lasciano lavorare se sono in gruppo con loro. Spiego loro che non è una questione di essere più bravi o meno ma che vi sono diversi modi di avvicinarsi alle ICT. Loro fanno amicizie in chat, hanno un lettore MP3 sul quale caricano le canzoni preferite, un cellulare pieno di foto che scaricano e inviano alle amiche, anche questi sono strumenti delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione. Mi rispondono che è diverso, che non è la stessa cosa!
Conclusioni
Partendo da questa esperienza, ho deciso di sviluppare altre lezioni utilizzando le nuove tecnologie prestando particolare attenzione alle modalità di lavoro di gruppo e inserendo anche dei temi molto vicini agli interessi delle due ragazze. L'obiettivo è quello di abituare le ragazze a utilizzare questi strumenti con maggiore sicurezza e fiducia nelle proprie capacità.
L'autrice
Cecilia Beti e Ing. civile, docente presso la Scuola Professionale Artigianale e Industriale e di Trevano.
